Tag Archives: salvatore serio

Quando il 6 gennaio 1839 sulla «Gazette de France» venne annunciata la nascita della fotografia ad opera di Daguerre, gli artisti vissero un momento di smarrimento di fronte a questa nuova invenzione che rischiava di pregiudicare i loro affari. Si disse che…

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Dopo la sua personale al Pan di Napoli, Marco Iannaccone (in arte Scarlet Lovejoy) ritorna alla galleria Salvatore Serio per continuare un discorso.
Si presenterà al pubblico affrontando, attraverso l’arte fotografica e una performance artistica dal titolo Each man kills the thing he loves, tematiche umane e sociali.

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DIVISI/INVISI
escursus storico sul ritratto d’autore
a cura di Fedela Procaccini
contributo critico di Luigi Fusco

Incentrata sul genere ritrattistico, la mostra DIVISI/INVISI si presenta come un’armoniosa collettiva pittorica.
Un prolifico dialogo si sviluppa tra le opere di tre artisti contemporanei (Antonio Ciraci, Salvatore De Curtis, Sergio Spataro) e due maestri del Novecento (Enrico Cajati e Luigi Crisconio).
Luigi Fusco nel suo attento

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Barbara Karwowska ritorna alla galleria d’arte Salvatore Serio con la sua nuova personale.
Il titolo di questa esposizione, “Centrino”, deriva da un motivo decorativo ricorrente nelle tele dell’artista.
Poche tonalità coloristiche, elementi simbolici e un’atmosfera indefinita colpiranno il fruitore chiamato a scoprire il mondo interiore di Barbara.

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La galleria Salvatore Serio è lieta di ospitare la mostra personale Tables di Tonia Erbino, a cura di Claudia Del Giudice.
Inconsuete, consumate per inerzia e con distacco, le “tavole” della pittrice figurativa Tonia Erbino suggeriscono la mancanza di convivialità ed una preponderante incomunicabilità, sottolineata dalla posizione e dall’espressione digiuna di gioia assunte dai commensali, sospesi e fermati nell’attimo

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“Una mappa cartacea, 140×50 cm, realizzata con la tecnica del collage in cui si assemblano, ritaglio dopo ritaglio da circa 300 cartine geografiche, personali luoghi dell’anima o, comunque, location e monumenti di grande suggestione. Il tutto per ottenere la mappa di Eutopia (èu, buono, topòs luogo, che gioca in plateale assonanza con Utopia, il luogo che non c’è).”

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