DIVISI/INVISI

Testo critico di Fedela Procaccini

Ospitata dalla galleria d’arte Salvatore Serio, Divisi/Invisi mostra allo spettatore lo stile di tre maestri contemporanei: Antonio Ciraci, Salvatore De Curtis e Sergio Spataro.
Differenti mondi artistici messi a confronto e uniti dalla tematica espositiva dedicata al genere ritrattistico.
Trovarsi di fronte a tre personalità che hanno maturato in tanti anni di intensa attività importanti curricula espositivi e una maniera artistica dove ben si scorge la mano del professionista è una grande emozione. Se Ciraci e De Curtis sono nativi di Napoli, Sergio Spataro vi giunge dall’isola siciliana e lega alla città partenopea la sua formazione.  Tutti sono memori del valore della storia passata, ricordando con vividezza gli artisti che hanno inciso in maniera significativa e profonda nel linguaggio artistico del tempo, che resiste ancora oggi nelle opere dei nostri  contemporanei.  E il legame con i grandi artisti del Novecento napoletano viene sottolineato dalla presenza in mostra di due opere provenienti dalla collezione di Amedeo Clarizia. Si tratta dell’autoritratto di Luigi Crisconio e di un ritratto firmato da Enrico Cajati.
I nostri tre artisti conoscono bene il valore della pittura di Crisconio e Cajati. Tutti ricordano i tanti autoritratti che il pittore del vomero ha lasciato nelle collezioni pubbliche e private così come la potenza espressiva dei lavori di Cajati, i suoi insegnamenti e i suoi aneddoti.
L’uomo nel suo continuo agire guarda al passato, lo custodisce e lo rinnova, per conferirgli una nuova contestualizzazione e una propria originalità. Così hanno fatto riuscendo Ciraci, De Curtis e Spataro.
Dunque, passando di visi in visi scorgiamo le peculiarità dei lavori in mostra.
Antonio Ciraci presenta cinque opere appartenenti alla serie del Mito. Tra questi Kaos è un vortice di vita, un magma ribollente e dinamico, Aeneas è inserito in un mare tormentoso dai cui flutti emergono emblemi arcaici, mentre l’androgina figura di Vergilius rievoca la sapienza dell’antico poeta Publio Virgilio Marone.
Ricche di simbologie, le sue opere traggono ispirazione dal mondo classico mentre la stesura dei colori, le cui tonalità sono memori della pittura del suo maestro Domenico Spinosa, trasmettono tutta la forza e lo studio del suo artefice. Le  figure si confondono con la composizione circostante, i campi si invadono a vicenda per ottenere quell’armonia che l’artista ha ricercato anche nelle opere precedenti come nella serie delle Sequenze metriche. Il mito e il moto, il fascino della natura, l’origine primigenia sembrano essere i motivi maggiormente affrontati da Ciraci.antonio_ciraci

Di Salvatore De Curtis i frequentatori della galleria Salvatore Serio hanno avuto modo di apprezzare l’intensità delle sue vedute paesaggistiche, nella recente personale Lirismo nel paesaggio. Con lo stesso vigore ha da sempre portato avanti l’indagine sul genere ritrattistico. La potenza dei suoi ritratti è disarmante e tradisce il suo passato di pittore informale. I tratti fisionomici si perdono, i contorni non esistono, tutto sfuma sotto la potenza del gesto creatore. Nonostante un’aura di malinconia che spesso avvolge i suoi dipinti, resta la forza come messaggio primario affidato alla pittura. Tra i diversi lavori in esposizione menzioniamo il ritratto del pittore Emilio Notte. Una tavolozza severa, pochi colori che disegnano, in diagonale, il volto evanescente dell’anziano pittore pugliese.  salvatore_de_curtis

Sergio Spataro, i cui precedenti lavori possono inserirsi nel percorso dell’arte concettuale, si presenta anche con due lavori scultorei nei quali è interessante notare un non molto celato spiritualismo pagano. La complessa gestazione dei suoi ritratti è resa evidente da una articolata tecnica mista lavorata per sovrapposizione. Nelle sue opere pittoriche la forma è ormai disgregata, tutto è soggetto al tormento dell’artista, al suo modo di percepire, di distruggere e di ricomporre. La somiglianza con il soggetto reale o immaginato è scomparsa, solo la materia, il colore e l’istinto creativo sopravvivono per sempre sul supporto pittorico.  sergio_spataro

 

 

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