Marco Iannaccone/Scarlet Lovejoy

Abbiamo perso la facciaNato a Pagani (SA), Scarlet Lovejoy, pseudonimo di Marco Iannaccone, manifesta fin da ragazzo una forte passione per le arti visive, in particolare per la fotografia. Lo studio di questa tecnica artistica e il continuo desiderio di ricerca lo inducono a seguire numerosi corsi di perfezionamento, quale ad esempio quello di Tecniche fotografiche analogiche e digitali promosso dall’Istituto Bauer di Milano.
Laureato all’Accademia di Belle Arti di Napoli, Scarlet vanta un nutrito curriculum espositivo distinguendosi anche come interessante performer. Tra le mostre ricordiamo la collettiva fotografica di Palazzo Grimani a Venezia (2015), la performance Bad Culture Covers Me al Pan di Napoli e la presentazione del progetto fotografico Lost al museo Madre (2011).

Nel 2010 con il patrocinio del Comune di Napoli, inaugura negli ipogei dell’Annunziata due progetti fotografici: La sindrome di Saturno e Santità metropolitane e sempre con il supporto dell’amministrazione partenopea, espone due nuovi lavori nello splendido scenario del Castel Nuovo.
Ininterrottamente prosegue il suo percorso tra premi, apprezzamenti di critica e di pubblico e continue esposizioni.
Nel 2015 è la volta della personale alla galleria Salvatore Serio. Vi immagina un progetto sinergico di fotografia e performance, rispettivamente intitolate Intimità riflessa e L’Identità ingabbiata. (Per approfondimenti clicca qui)
Nel marzo 2016 espone alla Core Galllery & Napoli Sotterranea, Identità smarrite e interviene con la performance Abbiamo perso la faccia.
Dopo il successo dell’importante personale al Pan a cura di Luca Sorbo, nell’estate del 2016, la galleria Serio inaugura il nuovo anno con il consenso che suscita la performance Each man kills the thing he loves e il progetto fotografico Pietas Morbi.
Nell’aprile 2017 compare nel catalogo Il corpo solitario. L’autoscatto nella fotografia contemporanea, vol. II, di Giorgio Bonomi (Rubbettino Editore) e il mese successivo espone alla MixTree Gallery di Amsterdam.

Ironico, fin quasi alla dissacrazione, Scarlet Lovejoy volge sempre lo sguardo alla società contemporanea. Ne coglie gli aspetti, li esamina, ne cerca le contraddizioni e del mondo nichilista salva ciò che ritiene valevole per le nostre radici e per la sopravvivenza della nostra identità umana. Fervido creatore di idee, immagini e messaggi, Scarlet mostra un’attenta sensibilità indagatrice che ben fa presagire per il suo futuro artistico.
Fedela Procaccini

 

Vuoi sapere di più, visita il sito ufficiale di Scarlet Lovejoy

 

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